Nel digestore le patate no

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Ci era stato segnalato un agricoltore che doveva scartare circa 6/700 quintali di patate. Causa l’embargo della Russia che le acquistava dalla Germania per fare la vodka, la Germania le ha vendute in Italia a minor costo delle nostre, l’industria alimentare quindi le ha acquistate da loro, rifiutando quelle locali, rischiando di farle finire nel digestore del biogas di Montichiari (Bs). Dopo diverse telefonate, mentre l’agricoltore cercava altre ditte, di cui una fornita da noi, ma inutilmente per vari motivi, le patate son state raccolte dal campo e rese disponibili ad un prezzo simbolico a quintale. Così siamo andati a Leno (Bs) in questa azienda agricola, dove con i titolari, gentili e preparatissimi, ci siamo intrattenuti a parlare del fenomeno dello spreco alimentare e dell’agricoltura, sempre più in ginocchio. Ora il ritiro è quasi concluso, oltre la metà è stata consegnata, dopo aver segnalato a quasi tutte le onlus e agli enti caritatevoli di Brescia e provincia, l’occasione da non perdere. Coordinare il tutto non è stato facile, ma almeno ha dato dei buoni risultati. Anche l’associazione Un pane per tutti ha ritirato un quantitativo da ridistribuire, ma in questo siamo stati aiutati dalla Cooperativa Cauto di Brescia che gentilmente ha messo a disposizione il furgone, gli uomini che hanno raccolto le patate e il locale dove stiparle.
Va sottolineato che questo caso delle patate, è uno dei molti che si verificano in agricoltura (senza contare tutti gli altri settori) dove, intercettato in tempo, siamo riusciti ad intervenire. Perché è così che funziona, causa meccanismi spesso obsoleti, produciamo e poi buttiamo.

 

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